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From Italia di Metallo (view review) "La Alkemist Fanatix ci ha fatto pervenire l'album di debutto dei Lapsus, quintetto torinese che "traffica" in sonorità a cavallo fra thrash metal e death metal melodico, senza trascurare il metallo più tradizionale e vari accenni modernisti qua e là, come dimostrano "The Clown", il brano di apertura, oppure "Transition", in cui si possono cogliere vari riferimenti a quello che venne definito nu metal (Korn in primis). I nostri sono anche autori di un EP a titolo Ancestry, ben accolto dalla critica, sulla scia del quale si esibirono al Gods of Metal 2007. Molti dei pezzi inclusi in questo Moments of Aberration sono decisamente trascinanti e dotati di una struttura tanto solida quanto ben calibrata, ad esempio "Down", "From Ashes" e "World of Words", tracce che fondono velocità supersoniche, cambi di tempo spiazzanti, melodie coinvolgenti e parti chitarristiche di gran gusto e ispirate in parti uguali al melodeath di scuola svedese, al Bay Area thrash e alla NWOBHM. Il cantante Saoshyant è molto abile nell'alternare timbrica pulita e voce (moderatamente) gutturale, mentre notevolissima risulta la prestazione del batterista Moon, vera macchina da guerra ma dotato di una poliedricità che non può passare inosservata. Come non lascia indifferenti la breve ballata "Insomnia", ricca di un certo fascino folk per via di reminiscenze celtiche nelle sue vibranti armonie. "New Life" suona come una versione thrashy degli Iron Maiden, "Who I Am" è una frenetica danza metallica e "Growing Heart" chiude il disco con suoni in bilico tra cattiveria thrash/death e maestosità di stampo maideniano. Una gradevolissima sorpresa all'ombra della Mole, i Lapsus hanno tutte le carte in regola per diventare uno dei nomi di punta della NWOIMHM (New Wave of Italian Modern Heavy Metal). Da seguire e sostenere con attenzione e passione, ma lasciamoli crescere ancora, anche alla luce del fatto che Moments of Aberration è stato registrato addirittura nel 2008". Costantino Andruzzi From Sonic Band (view review) "Un altro album a rotta di collo distribuito da PlasticHead & ProSonic, ma giunto tra le mie mani tramite Alkemist Fanatix: si tratta del debutto dei LAPSUS, già noti alle cronache per l’ottimo EP Ancestry pubblicato nel 2007, e per essersi messi positivamente in luce durante il Gods of Metal dello stesso anno. La formazione di Torino propone un thrash metal estremamente veloce e tecnico, che affonda le proprie radici nella produzione californiana di metà anni ‘80, questo per via delle parti soliste durante l’accompagnamento, e non a caso, non fosse per il cantato scream/growl, il primo nome che mi viene in mente ascoltando MOMENTS OF ABERRATION è MEGADETH (“From Ashes”, “Transition”). Ma non c’è solo questo: la formazione Torinese è particolarmente abile a dimezzare il tempo senza provocare cadute di intensità (“True Believer”) e a produrre orecchiabili ritornelli Nu-metal (“World of Words”) per dare spazio al lato melodico delle composizioni, nonché a lanciarsi in cavalcate di Maideniana memoria (“Down again”, “Mymesis”). In mezzo a tutto questo una ballad, “Insomnia”, molto bella anche se non di facile presa. Un esordio atteso dai metal fan di tutta Italia che non deluderà le aspettative". 8/10 From Lords of Metal (view review) "Tormentor Erich: To make things a bit easier for myself I have filed this debut album by the Italian Lapsus under thrash metal. I have done this because a big part of the fifty minutes rush by on thrash speed, provided with sharp riffs and thundering drums. But that’s not everything. These five dudes have added more different elements to their music. Sometimes we can hear a dark and threatening piece of Swedish melodic death metal pass by and every now and then I also notice some System Of A Down orientated part or even a Korn sounding lyric line. Add to this the two different vocals emo and grunting and there it is, you’re mixture of everything that can be labelled as modern metal. Furthermore there is not much to tell about ‘Moments Of Aberration’. The disc has a good sound, the technical skills from the band members is just fine and the songs are nicely divided between fast mixed with melodic (‘Transition’ and ‘New Life’), dark and fired up (‘World Of Words’) or just thrashy (‘From Ashes’). The eleven tracks from ‘Moments Of Aberration’ have no bad one amongst them. On the other hand, there is no real killer track as well on the album and so the average of seventy-eight points is very well deserved. Those of you who are not afraid of a decent modern metal album can give Lapsus a try. For sure". 78/100 From Metal Inside (view review) "Ogni tanto succede che, tra la marea di uscite che inondano quotidianamente il mercato discografico, ce ne sia qualcuna che, senza nemmeno accorgersene, resta intrappolata nella propria mente stentando ad andare via. È il caso dei Lapsus, band torinese attiva da parecchi anni in ambito strettamente underground e che tenta di emergere grazie a questo disco d'esordio intitolato “Moments Of Aberration”. Il genere suonato è un death metal di stampo svedese figlio degli anni a cavallo tra gli ultimi '90 ed i primi del nuovo millennio, quindi riffoni pieni, melodia a tonnellate e cambi di tempo d'indubbio valore tecnico. Nulla di nuovo, direte voi. Ed invece no. Perché i Lapsus, complice una produzione molto ben curata, riescono nell'intento di dare nuova vita ad un genere che, ultimamente, sembrava essere ad appannaggio solo dei soliti 3 o 4 nomi internazionali. Chitarre fantasiose, sezione ritmica quadrata e precisa e, non ultimo, il frontman Saoshyant (nome preso dalla figura dello Zoroastrismo che porta il rinnovamento finale nel mondo) che si diletta tra riusciti scream, momenti puliti e growl. Insomma, in “Moments Of Aberration” c'è tutto, ma proprio tutto quello di cui necessiterebbe un riuscito album metal. Però c'è da dire che proprio la migliore arma dei Lapsus si rivela anche essere un difetto per gli amanti delle sonorità più dure, ovvero la produzione: essa privilegia la voce del singer lasciando un po' troppo in secondo piano le chitarre, le quali si trovano a tessere delle trame talvolta anche piuttosto complesse, ma soffocate da un mixaggio che non ne esalta la potenza e l'impatto come dovrebbe. Niente di eclatante, sia chiaro, anche perché la qualità delle composizioni presenti in questo album è palese e fuori da ogni minima ombra di dubbio, ma ai puristi del genere, questa scelta di ammorbidimento potrebbe non piacere e, a conti fatti, taglia un po' le gambe al disco. Detto questo, mi sento però di consigliare in ogni caso l'ascolto di questa promettente band torinese la quale, ne sono sicuro, non tarderà affatto a far ancora parlare di sé con album di qualità ed una carriera che, seppur ancora agli inizi, non stenterà a prendere forma". 7,5/10. Andrea Thy Destroyer From The Ship Magazine (view review) "Sarebbe riduttivo etichettare la musica dei Lapsus semplicemente come death melodico. Il nuovo lavoro a titolo Moments of aberration apre lo stile, pur sempre rintracciabile nel filone metal, con ampi spiragli, ovviamente l’impalcatura è di scuola svedese, melodie intese. Oltre a momenti melodici, ad affilati up-tempo, troviamo sofisticate partiture che si alternano su gradazioni ariose diverse. Un death metal melodico evoluto che si mescola a qualcosa di volutamente nuovo e che abbraccia dilatate strutture in cui si intrecciano riff rabbiosi e solos di discreta qualità. Undisco che prova a dire la sua, articolato ma non troppo, che sa comunque trascinare l’ascoltatore ma che alla lunga fa emergere i limiti. Non si tratta della produzione, talaltro discreta, ma di un uso forse eccessivo nel trattare la melodia quasi fosse un’arma nelle mani di un assassino e il ripercorrere ancora il sentiero dei maestri nordici. Nei momenti più tesi sono senz’altro più affascinanti. Moments of aberration, un disco che prova a dire la sua nell’intricato mondo metal, con risultati neanche troppo modesti. 70/100". Maurizio Di Battista From Metallus (view review) "Con “Moments Of Aberration” i Lapsus possono finalmente mettere nero su bianco le loro fatiche dal 2005 ad oggi. Undici tracce da gustare ed ascoltare all'infinito a partire dall'introduttiva “The Clown” che, con un riff azzeccatissimo e un cantato a volte clean a volte death, cattura e conquista dopo pochi secondi. Sulla stessa scia seguono “Down Again”,“From Ashes” e “Transition”, molto e troppo simile a “Take This Life” degli In Flames. “Growing Heart” chiude questo capito di death metal torinese di tutto rispetto facendo la differenza rispetto alle altre tracce. Il sound è meno violento e il cantato, molto growl nelle tracce precedenti, si arricchisce di sfumature a volte clean, a volte scream. Gli influssi musicali sono molti, a partire dai già citati In Flames, ma abilmente mischiati in una sonorità del tutto personale. “Moments Of Aberration” è un album che merita e che premia cinque lunghi anni di lavoro musicale". Francesca Carbone From Schwer Metall (view review) "An dieser Stelle sei schon mal ein "WUNDERBAR!" vorweggestellt. Was folgt ist Verwirrung, denn im Netz fand ich zwei unterschiedliche Daten der Bandgründung (1999/2005). Zwischen den Zeilen gelesen, komme ich zu der Vermutung: "1999 ist das wahre Gründungsjahr, aber 2005 fand sich erst der Stil, den sie jetzt verfolgen. Das leite ich davon ab, dass sie auf ihrer MySpace Seite ihre ersten drei Demos nicht in der Diskographie aufführen und das vierte Demo "New Prologue" betitelt wurde." Das Cover lässt, dank des Minimalismus, den Betrachter gedanklich abschweifen. Die Musik unterstützt diese Wirkung eindringlich. Passend befassen sich die Texte mit nachvollziehbar emotionalen und persönlichen Themen. Hier beginnt die 40 minütige Reise, von deren Gefühle und Eindrücken man ein ganzes Menschenleben zehren kann! Der Opener "The Clown" ertönt im Intro mit einer kranken Kinderleier, die ich sofort mit "Wind-Up Toy" von Alice Cooper in Verbindung bringe. Mit einem Mal kratzt sich die Gitarre ins Geschehen und mit dem Hinzustossen der restlichen Truppe ballert ein Thrash/ Melodic Death Metal Bastard der Güteklasse A los. Alle elf Titel bestechen durch eine höchst melodische aber nicht langweilige Gitarrenarbeit, regelmässigen Tempowechseln und spärlich eingesetzten Synthies und Samples präsentiert in einem grossartigem Soundgewand. Der beste Vergleich zu Lapsus sind In Flames mit einem Schuss Nme.Mine, wegen der Rockallüren. Und obwohl ich den alten wie neuen IF gerne lausche, muss ich feststellen, dass Lapsus die besseren "neuen" IF sind. Sie setzen überall noch einen drauf, ob beispielsweise im Finden von unverbrauchten Melodien oder der Fähigkeit des Sängers sein Organ in jede erdenkliche Ton- und Härtelage zu versetzen. In "Transition" grunzt er so tief und mächtig, wie es bis dahin nicht abzusehen war. "True Believer" startet mit kurzem Groove, schwengt dann aber sofort in einen At The Gates Hommage-Part um, wird moshig melodiös, gesanglich sagenhaft böse und verzweifelt und hat im Refrain einen starken Mitgröhlfaktor. Ehrlich gesagt haben den die meisten Refrains und sogar einige Strophen. Es bleibt wie beschrieben spannend und ergreifend, doch "Insomnia" ist mit seinen 1:51 min die Krönung schlechthin. Die cleanen einleitenden Gitarren und die stampfende, weil eine unsagbar schwere Bürde tragend wirkende, Fortführung übertrifft "The Chosen Pessimist" von IF oder die verblichenen Mournful (Emocore) in Atmosphäre und Emotionalität. Um zum Ende zu kommen, gibt es auf diesem Album noch einen Hidden-Track, der den Putz von der Decke regnen lässt. Fazit: Das beste, allgemein gesprochen, Melodic Death Metal Album, dass sich jemals in meine Gehörgänge gebohrt hat. Gut Ding hat Weile und so ist es nach "11" Jahren ein überragendes Debut-Album geworden. Die Einflüsse aus Thrash und Rock lockern so gekonnt auf, dass Vergleiche mit den Grössen der Szene möglich sind ohne Persönlichkeit zu verlieren." From Estetica (view review) "I Lapsus con questo album di debutto, Moments of Aberration, propongono un metal a tratti estremo, di chairo retaggio melodico, farcito di alcuni elementi decisamente orientati verso uno stile più moderno. L’evoluzione di questo tipo di death metal melodico ha avuto come paladini, volendo essere ovvi, gruppi come In Flames, At The Gates e Dark Tranquillity. L’allora impulsività del genere era ancora legata al death metal classico mentre ora si tende a dare molta più importanza al groove. Le danze si aprono con The Clown e questa canzone ne è un chairo esempio, come anche la fortemente Korneiana Transition. Gli elementi più “alternativi” del genere ben presto si fanno largo e la voce muta, diventando soventa melodica e più recitata anziché ancorarsi allo scream classico, ormai quasi passato di moda nel genere. Certo, ci sono episodi anche più tirati e taglienti come ad esempio From Ashes o True Believer, tuttavia si ha l’impressione che i Lapsus diano molta più importanza ai tempi rallentati che fanno trasparire la melodia dai riffs. La buona registrazione riesce a donare la giusta profondità e pesantezza agli stacchi groove, nonché il giusto risalto alla versatilità vocale del cantante e ciò è da lodare; come anche la perizia tecnica dei nostri musicisti nel ricreare buone atmosfere melodiche e sognanti (Insomnia) da opporre agli elementi più “vecchia scuola” del genere (World of Words). Il problema tuttavia resta lo stesso: in un periodo di stagnazione musicale, serve veramente proporre un genere che ormai va per la maggiore? Non si sa, ma devo dire che pur non rientrando tra i miei generi di metal preferiti, i Lapsus ci sanno fare e auguro a loro tutta la fortuna possibile!" From Yasta Radio (view review) "Sembra il suono di un carrion quello ad aprire il cd dei Lapsus, ensemble italico già in giro da un lustro, che dopo un demo cd e una serie di fortunati concerti (culminati con il “Gods of Metal” del 2007), giunge finalmente al tanto agognato full lenght, dopo aver captato l’interesse di diverse webzine e case discografiche. La cover del cd e il look dei 5 ragazzi di Torino, non so per quale motivo, ma mi richiamano i Darkane; la musica che esce dalle mie casse non vai poi cosi tanto distante dalla proposta dei godz svedesi. Il sound del quintetto piemontese infatti è una sorta di thrash stile Bay Area, “sporcato“ dal classico rifferama swedish death e da alcune soluzioni ritmico e vocali tipiche della scena italiana. Una ritmica sincopata contraddistingue tutto il lavoro dei nostri che, per caratteristica del sound, mi ricorda il debut cd dei marchigiani Edenshade, non raggiungendo ahimè le loro inarrivabili vette di genialità. Tuttavia, la musica che salta fuori nelle 11 tracce qui proposte non è niente male, per quel suo suono moderno, a tratti violento e veloce, ma il più delle volte estremamente melodico e di classica impostazione (Iron Maiden docet). Insomma, non vi è ancora chiara l’idea di cosa suonino i Lapsus? A dire il vero è abbastanza disorientante anche per me per certi versi, comunque immaginate una sorta di Soilwork molto melodici, con qualche giro di chitarra alla Darkane, soluzioni vocali vicine agli Edenshade, contaminazioni thrash di chiara ispirazione americana, cosi come pure qualche rimando ad altri gods (i Korn) è percebile nelle note di questo “Moments of Aberration”. L’abilità dei nostri sta nel far convivere tutte queste influenze in un unico lavoro senza snaturare la propria identità, e senza offrire alla fine un cd che suoni cosi particolarmente eterogeneo. Anzi proprio qui sta il pregio dei Lapsus, convogliare una serie di affluenti/influenze in un unico fiume di passione e vivacità che rendono assai appetibile questo lavoro, che forse vi terrà incollati allo stereo per qualche tempo. Sembra il suono di un carrion quello ad aprire il cd dei Lapsus, ensemble italico già in giro da un lustro, che dopo un demo cd e una serie di fortunati concerti (culminati con il “Gods of Metal” del 2007), giunge finalmente al tanto agognato full lenght, dopo aver captato l’interesse di diverse webzine e case discografiche. La cover del cd e il look dei 5 ragazzi di Torino, non so per quale motivo, ma mi richiamano i Darkane; la musica che esce dalle mie casse non vai poi cosi tanto distante dalla proposta dei godz svedesi. Il sound del quintetto piemontese infatti è una sorta di thrash stile Bay Area, “sporcato“ dal classico rifferama swedish death e da alcune soluzioni ritmico e vocali tipiche della scena italiana. Una ritmica sincopata contraddistingue tutto il lavoro dei nostri che, per caratteristica del sound, mi ricorda il debut cd dei marchigiani Edenshade, non raggiungendo ahimè le loro inarrivabili vette di genialità. Tuttavia, la musica che salta fuori nelle 11 tracce qui proposte non è niente male, per quel suo suono moderno, a tratti violento e veloce, ma il più delle volte estremamente melodico e di classica impostazione (Iron Maiden docet). Insomma, non vi è ancora chiara l’idea di cosa suonino i Lapsus? A dire il vero è abbastanza disorientante anche per me per certi versi, comunque immaginate una sorta di Soilwork molto melodici, con qualche giro di chitarra alla Darkane, soluzioni vocali vicine agli Edenshade, contaminazioni thrash di chiara ispirazione americana, cosi come pure qualche rimando ad altri gods (i Korn) è percebile nelle note di questo “Moments of Aberration”. L’abilità dei nostri sta nel far convivere tutte queste influenze in un unico lavoro senza snaturare la propria identità, e senza offrire alla fine un cd che suoni cosi particolarmente eterogeneo. Anzi proprio qui sta il pregio dei Lapsus, convogliare una serie di affluenti/influenze in un unico fiume di passione e vivacità che rendono assai appetibile questo lavoro, che forse vi terrà incollati allo stere, per poi ahimè stancarvi, all’uscita dell’ennesimo lavoro di questo stampo (vera spina del fianco di questo genere). Forza e coraggio, sperimentando qualcosina in più, si possono ottenere ottimi risultati". Massima allerta: la giusta combinazione di cleaning vocals/growl e screaming. Colpo di sonno: la ballad “Insomnia” " From Battle Helm (view review) "Wow - melodic metal core to the max courtesy of Lapsus! This was nothing short of excellent for its catchiness and polished sound in mixing a heavy background with cool melodies and addictive riffs on songs like ‘From Ashes’, ‘Who I Am’ and ‘World Of Worlds’. The excellent production and clean mix (as well as cool inlay artwork) allows the 11 tracks on “Moments Of Aberation” to be both widely accessible to a variety of listeners while still retaining power and grace. Within a sea of uncontrolled brutality, Lapsus may indeed be an aberration, but in their case, it is a godsend." From Metal Glory (view review) "Vorweg kann man schonmal sagen, dass ich es absolut nicht leiden kann, wenn man eine Promo als CD in einer durchsichtigen Plastikhülle bekommt, kein Bandtext geschweige denn eine Tracklist dabei ist. Kein VÖ-Datum und nix,... als ob man etwas besonderes wäre.... dafür kann die Band hoffentlich nicht nichts, denn die sind eigentlich garnicht übel. Nur es macht absolut keinen Spaß sich alles und ich meine wirklich ALLES selbst rauszusuchen,... vor allem wenn man einfach nichts findet über eine solche Band. Damit werde ich einfach mal zusammenfassen: Diese Truppe kommt aus Italien, ist dort wohl schon einigermaßen bekannt und macht zuhause ordentlich Dampf. Musikalisch ist das Ganze ein Mischling aus Metalcore, Melodic Deathmetal und dieser typischen italienischen Metalsuppe, welche man nie genau einordnen kann. Der Sänger zieht trotz seiner eigenartigen Optik ganz schön einen vom Leder und wird von einer ziemlich geil gemischten Kapelle im Hintergrund unterstützt. Die Gitarren spielen viele melodische Licks in die Refrainpassagen und die Drums beschränken sich oft auf das nötigste, was der Mucke eher entgegenkommt als ihr zu schaden. Letztendlich eine von vielen Bands, die in diesem modernen Brei zuhause sind. Auch wenn man vielleicht etwas vielfältiger ist als so manch anderer in dieser Sparte, fehlt mir das gewisse Etwas um richtig zu zünden. Ganz gut aber nicht super..." From Metal (view review) "I Lapsus sono una band figlia della fine degli anni ’90, di quegli anni amati/odiati, che se da un lato hanno partorito ottime band, dall’altro hanno intasato il mercato con milioni di band fotocopia, dedite tutte, in maniera amorfa e impersonale alla rivisitazione di quel melodic death metal che per 5-6 anni ha imperversato in tutta Europa, partendo dalla Svezia, per poi espandersi come un virus. Che, a quanto pare, ha colpito anche la band piemontese, alle prese con le classiche melodie di chitarra, voce urlata alternata a clean vocals, e così via. Roba già trita e ritrita? Solo in parte, visto che i Lapsus, per fortuna, riescono ad inserire qua e là qualche parte più degna di nota, che si discosta leggermente dagli stilemi del genere. E in questo mi hanno ricordato un’altra grande band della penisola, gli immensi Infernal Poetry, per l’inserimento di parti più nevrotiche, sia per quanto riguarda i riff, che per le melodie vocali. Se a primo ascolto, quindi, potreste storcere un po’ il naso, vi assicuro che “Moments of aberration” sa dire la sua, e se i Lapsus continueranno su questa falsa riga forse potrebbero riuscire a crearsi una nicchia nel sempre più affollato panorama metal nazionale. Certo c’è ancora da lavorare, perché se è vero che questi elementi innovativi ci sono e si sentono, è altrettanto vero che nonostante ciò il cd alla lunga stanca un po’. Quindi la prossima mossa della band è quella di cercare di risultare meno stancante, visto che oltre tutto l’album presenta ben undici canzoni, per quasi 3/4 d’ora di durata. E questo forse proprio a causa di quella che a primo acchito è l’arma migliore dei nostri, le melodie di chitarra. Come spesso accade, infatti, è facile che una buona melodia, se abusata, diventi all’istante l’opposto, e questa è una cosa che accade anche ai grandi, intendiamoci. Se si spinge troppo sullo stesso punto si svilisce anche la più funzionale delle armonizzazioni, e questo i Lapsus devono impararlo. Detto che tecnicamente i nostri non hanno nulla da invidiare a nessuno, e che la produzione poteva essere curata un po’ di più, visto che i brani non risultano molto dinamici, resta solo da segnalare qualche episodio più interessante degli altri, come per esempio l’opener “The clown”, “True believer” o l’anomala ballad “Insomnia”, forse leggermente fuori contesto, ma ben strutturata. Insomma, la basi per far ben sperare in un futuro prossimo ci sono tutte, ora sta ai Lapsus dimostrare di aver imparato dai propri errori e di essere maturati. Li attendiamo al varco col prossimo cd…" From Hard Sounds (view review) "Arrivano da Torino questi ragazzi dediti a sonorità moderne, sulla scia della scuola Scandinava. I Lapsus ci sanno fare tecnicamente, lo si capisce fin dalle prime battute, tra riff ben costruiti (anche se fin troppo funzionali), galoppate in controtempo ("Down Again"), un gusto melodico alquanto melanconico ma indubbiamente ben reso ("Insomnia"), anche se questo aspetto affossa un tantino l'aspetto violento del disco, che per questa ragione non riesce ad essere credibile, senza parlare della produzione, un po' troppo pulitina e in generale poco sfumata. In generale il disco non è male, però risente troppo di straboccamenti melodici e un certo semplicismo di fondo ("The Clown") che incide negativamente sulla resa finale dei pezzi. Insomma, si tratta della solita roba scandinava melodica che non aggiunge nulla di nuovo a quanto detto fin ora, che trova nell'inesperienza degli esecutori e nella scarsità dei mezzi a disposizione i propri limiti. Questi sono difetti che possono essere corretti col tempo, ed è proprio quello che ci auguriamo". Francesco La Tegola |
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From Pivotal Alliance (view review) "Hmmm. Not every Italian metal band sounds like Lacuna Coil. Who knew? With their one song demo, Ancestry, Lapsus eschew goth for accessible melodic death. In that regard, they don’t bring anything new to the table. The all-too-familiar melodic thrash riffs with slithery lead lines, crunchy rhythms, and screamed verses/sung choruses appear – although admittedly well-done – here in spades. However, they may have found a diamond in the rough with vocalist Saoshyant, who is just all over the place. Pretty much every extreme vocal style is utilized, from high screams and demonic growls to a gruff singing voice that wouldn’t seem out of place in the Bay Area. Oh yeah, and clean vocals, he does those too. Combine his range with his slightly schizophrenic delivery which often switches mid-syllable and you have an interesting take on the melodic death sound. Unfortunately, hearing all that in one four-minute song can be a bit overwhelming and a little focus would have helped instead allowing him to use his range over the course of an entire album. Really, the only real problem is that at one song, the demo is just too short, keeping the listener from being exposed to all the band has to offer. But if Ancestry is any indication, Lapsus might be a band worth keeping an eye out for.". Bill Hugel From Holy Hour (view review) "Solitamente mi piace molto ascoltare singoli ma recensirli decisamente no. Piccolo sfogo personale per rendere noto che spesso e volentieri ci si appassiona al lavoro di una band e poi ci si rende conto che dopo la prima traccia tutto e finito e questo è uno di quei casi. I torinesi Lapsus, band attiva da sei anni, propongono una miscela di thrash e death metal melodico a metà fra lo stile svedese e quello stars'n'stripes, con alla base un ottimo lavoro nella sezione ritmica e melodica. Sorvolando sulla produzione a dir poco prodigiosa, il quintetto si rivela di una potenza e di un impatto devastanti, il tutto miscelato ad una padronanza tecnica molto evidente e ad un gran gusto musicale, soprattutto negli incastri melodici dei due axemen. Un singolo che lascia veramente l'amaro in bocca, date le capacità musicali di questa band che ha appreso nella maniera migliore l'arte di saper fondere violenza, tecnica e melodia". Alessandro Nespoli From Metal Demons (view review) "Freschi della recente e prestigiosa partecipazione al Gods of Metal i torinesi Lapsus si riaffacciano sul mercato con questo nuovo singolo e con l'attesa notizia di un nuovo lavoro attualmente in preparazione. "Ancestry" (accompagnata da relativo video) è una composizione quadrata, veloce, sufficientemente potente ed elastica, interpretata con il giusto carattere e con la giusta versatilità dal singer Saoshyant che, come il resto della band, non lesina palesi riferimenti alla scuola melodic death di stampo svedese. Il pezzo in questione infatti suggerisce evidenti accostamenti con i migliori Dark Tranquillity e gli In Flames di fine anni novanta, senza nulla togliere ai bravissimi Lapsus che mostrano, tra le altre cose, un pregevole gusto negli arrangiamenti, tecnica da veterani e energia da vendere. Il conto alla rovescia è iniziato...". From Metal Wave (view review) "In attesa di sapere se saranno tra i nove fortunati a poter partecipare a questa edizione del gods of metal, i Lapsus colgono l’occasione per lanciare il loro nuovo singolo “Ancestry”. Una band che ha bruciato le tappe essendo attiva da soli due anni ma molto consapevole dei suoi mezzi e potenzialità, per lo meno questo è quello che posso dire ascoltando questo brano. I Lapsus vengono da Torino ma nel loro sangue scorre un’attitudine metal che si rifà ai due stili che hanno fatto la storia della musica heavy, una miscela esplosiva di thrash stile Bay Area a stelle e strisce unito alla furia del death metal svedese. Un accenno di influenze si può sentire in quello che hanno fatto band come Soilwork, Testament, In Flames e qualche richiamo dei più recenti Mnemic, il tutto miscelato in maniera discretamente personale e il risultato finale è decisamente un ottimo punto di partenza per i prossimi obiettivi da raggiungere. Impeccabile la produzione di questo brano e il sound finale valorizza al meglio le abilità tecniche di questi cinque ragazzi: dinamiche sempre in movimento, un mix sfrenato di riffs accattivanti e aperture melodiche, velocità e precisione sono i punti cardine di questa band e se il loro singolo avrà un seguito all’altezza allora dobbiamo aspettarci di sentir parlare spesso in futuro dei Lapsus". From Raw&Wild (view review) "Da Torino ci giunge il singolo apripista per un imminente album d’esordio dei Lapsus. Devo dirvi che sono rimasto favorevolmente impressionato dall’unico brano disponibile in quanto i Lapsus hanno realizzato un prodotto di alto livello qualitativo. Si inizia dalla produzione che imprime una dinamica davvero impressionante ad un sound che ha bisogno proprio di questa qualità per evidenziarsi. Mi riferisco al death metal melodico di derivazione svedese. Questo genere necessità in modo imprescindibile di una registrazione attenta che possa permettere l’alternanza di un cantato melodico con partiture più rough. Oppure il perfetto bilanciamento fra chitarre ed effetti. A quando il debutto?". Emanuele Gentile From Shapeless (view review) "Abbiamo già incontrato i Lapsus di Torino nel luglio del 2006, con il loro demo "New Prologue", che conteneva tre canzoni appartenenti al nuovo percorso della band. Il genere suonato era thrash/death metal dall'impronta nord europea. All'epoca mi ero dispiaciuto del fatto che fossero così poche le tracks contenute nella prova di Saoshyant voce, Stefcyo e Mazi chitarra, Gargia basso e Moon batteria. Dopo un anno da allora ho la delusione di trovarmi di fronte ad un singolo che contiene solo una canzone e il relativo video clip, "Ancestry". Il mio disappunto aumenta considerando che la canzone in questione è strepitosa! Riff di chitarra micidiale, potenza senza limitazioni e un cantato da paura, il tutto servito con una produzione brillante e curatissima. Il genere è definitivamente death metal melodico di stampo scandinavo suonato con perizia e classe. Tanto di cappello a Saoshyant che sfoggia in maniera magistrale le sue personalità multiple, passando dal cantato ringhiante tipico del genere, nei ritornelli, alla voce gutturale brutal nei bridge, senza trascurare anche una certa versatilità per un timbro più vicino al power nella seconda strofa della composizione: veramente bravo. Molto professionale anche il video associato alla canzone. Niente di particolarmente elaborato o originale; semplicemente la band che suona con grande carica in un susseguirsi di montaggi rapidissimi con l'utilizzo di alcune trovate visive di buon effetto. In questo senso molto riuscita quella in cui l'immagine trema ad ogni passo del cantante, quasi fosse Godzilla. Amaro in bocca a parte, l'uscita di questo singolo rientra in un progetto che dovrebbe sfociare nell'uscita del promo-CD "New Prologue II", che conterrà tutto "New Prologue", questo singolo, nuove canzoni registrate in roo-session e altri video. Contemporaneamente la band è impegnata nella preparazione di altre composizioni per il nuovo futuro EP "Moments of Aberration" e a promuove la propria musica suonando nel nord Italia... come direbbe il mio eroe PK: "...poche ragazze da quelle parti!". Scherzi a parte, speriamo che tutti questi progetti si concretizzino presto e che ci sia materiale da ascoltare e da vedere per più di qualche minuto". J.L. Seagull From Metal Inside (view review) "Eccoci di fronte ad una nuova interessante raccolta di demo di alcune band emergenti della scena “underground” del metal estremo (nazionale), realizzata da Andrea e Manuela Costa, per conto della webzine Metal Demons. Si tratta di ben quattordici pezzi di band esordienti distribuiti su molti generi diversi: dal metalcore più estremo al gothic, passando per il melodic death-metal, con qualche capatina in territori più rock ed epic metal. Si segnalano i Lapsus (con un pezzo in pieno stile In Flames e anche ben prodotto), i NightGlow (il loro “Damnation” ha un incedere folk – epic davvero degno di nota), e un paio di band classic metal come i Logic Edge (bella la doppia voce e i cambi di tempo) e gli Shadow of Soul (ispirati molto al power-epic tedesco). Non mancano pezzi più “contaminati”, come “Frozen Sleeper” dei Nicta (black/death/power band) o sfuriate estreme, potenti e tecniche, come quella dei Lacerater in “W.H. 22” (ottimo thrash/death con doppia cassa a manetta e vocals da far impallidire anche Max Cavalera). Come momenti un po’ fuori tema, ma ugualmente graditi, troviamo i Malpertugio (un buon pezzo in stile stoner rock) e anche i Souther Kross, col loro (prog) rock un po’ vintage orientato agli anni settanta Per gli amanti del death classico, vanno evidenziati i Barbarians, gli Acrylate e i Forhekset, tutte band impegnate e grintose, pronte ancora una volta a dimostrare – casomai ce ne fosse bisogno – che spesso nella botte piccola c’è il vino buono e non è necessario guardare sempre alle band titolate e già affermate per trovare valide soluzioni musicali. Peccato che la resa sonora in alcune tracce sia buona e in altre decisamente sottotono (non c’è una buona “normalizzazione” dei volumi), come pure l’artwork di copertina, che sembra un po’ la copertina di un videogioco degli anni ottanta. Ma d’altronde, sono soltanto dei demo… Speriamo piuttosto che presto i gruppi di questa compilation riescano a far breccia sulla scena e ci facciano ascoltare i primi loro lavori ufficiali, sicuramente apprezzabili". Giuliano Sammartino From EUTK (view review) "Sorprendente... è questo il primo aggettivo che mi viene in mente per commentare “Nightpieces 5”, quinto (com’è facile intuire!) capitolo delle “gloriose” antologie con cui la (rediviva) etichetta torinese Dracma Records si prefigge dagli anni novanta di offrire una prestigiosa occasione di visibilità ad un nutrito numero di gruppi emergenti. La sorpresa non arriva tanto dai contenuti, come sempre in questi casi piuttosto eterogenei e inevitabilmente altalenanti negli effetti emotivi (per questioni legate ai gusti e alle abitudini d’ascolto ancor prima che al valore specifico), quello che stupisce è una modalità che agli occhi di molti, in quest’epoca “virtuale” e “cibernetica”, può sembrare veramente un po’ “anacronistica”. Evidentemente i ragazzi della Dracma credono “ancora” in una soluzione discografica che, come anticipato, ha dato loro in passato parecchie soddisfazioni, consentendo ad un notevole “fiuto artistico” di esprimersi in maniera organica oltre che sincera. Un “senso” che i nostri dimostrano di non aver perso, visto che tra i ventisette gruppi qui rappresentati, nonostante tutte le difficoltà valutative insite in un calderone del genere, è possibile rilevare alcune interessanti individualità, per le quali sarebbe necessario e benvenuto un supplemento d’indagine. E’ il caso dei Nuwanda (cangiante hard-prog dai risvolti alternative), dei Final Thrash (brutalità death risolta con personalità), dei Labirinto Interno (vibrante prog metal cantato in italiano), dei Murderdog (con ex Detestor in formazione, propongono un ferale metal core), degli Unforced (death-thrash di sicuro pregio) o ancora dei Gotama (fautori di un coinvolgente crossover), degli Headquakes (metal “poweroso” non trascendentale ma piacevole), degli Steel Cage (black intenso e “cattivo”), dei Lapsus (non male la loro miscela di violenza e melodia) e degli Only For Us (portavoce di un hardcore metallizzato da “coltivare”), tutte band a me per lo più completamente “sconosciute”, in grado di stimolare curiosità e destare buone impressioni complessive. Cruentus (il loro death mutante colpisce stomaco e cervello) e Infection Code (autori di un post-core un po’ di maniera e tuttavia discretamente efficace) sono da annoverare tra le gradite conferme, mentre è praticamente inutile aggiungere qualcosa su Mindsnare, Linea 77, Extrema, Broken Glazz e sui magistrali Elektradrive (AOR addicted tenetevi forte … il momento del ritorno è davvero imminente!), che impreziosiscono con brani recuperati dal passato quella che appare come la plausibile vetrina di un panorama underground nazionale sempre abbastanza vitale e creativo". |
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From Rock Hard n.59 (year 6) "I Lapsus irrompono sulla scena con un ottimo esempio di death metal moderno nella forma e imprevedibile (se non addirittura schizoide) nella sostanza: "New prologue" è un concentrato esplosivo di tecnica e fantasia, che non segue binari prestabiliti, ma punta su di un sound originale e libero da condizionamenti stilistici. Aggressivo e dotato di un impatto che non lascia adito a dubbio alcuno circa le intenzioni delligeranti della band, il demo combina momenti di estrema brutalità con fraseggi particolarmente ispirati dal punto di vista della melodia (soprattutto per quanto riguarda le parti di chitarra, chiaramente ispirate al metal classico). Senza tergiversare troppo in inutili divagazioni manieristiche, il quartetto (quintetto ndl) gioca d'anticipo scoprendo tutte le proprie carte, e dimostrando di poter competere ad armi pari con qualsiasi potenziale concorrente: una sorpresa che può diventare ben più di una fulgida realtà". Michele Martini From Holy Hour (view review) "Terzo lavoro per i torinesi “Lapsus”, questo “New Prologue” segna un ulteriore passo in avanti o comunque, un ulteriore evoluzione del modo di comporre musica di questa band. E così dopo “Ouverture” un demo di sano Heavy Metal degli 80’s cantato in italiano, i nostri sfornano “Destino Circolare” con il cantato ancora in italiano ma musiche più verso il thrash. Emergeva già allora la loro continua ricerca stilistica, voglia di sperimentare. Questa voglia si concretizza proprio in questa terza “fatica” “New Prologue” (titolo non casuale ovviamente) in cui la sperimentazione partita dall’heavy giunge ad esplorare i campi del Swedish Death Metal, ma senza mai esagerare e soprattutto facendo tesoro di tutto il loro percorso musicale. Scendiamo ora nei particolari di questo nuovo 3-tracks demo autoprodotto. In realtà sarebbero 4 le tracce in quanto la prima è un intro che dura pochi secondi, intro che suona come un carillon, molto dolce e ipnotico per condurre l’ascoltatore verso la prima traccia vera e propria. Insomnia: dopo l’intro questa song entra spiazzando l’ascoltatore, effetto voluto quanto apprezzato dal sottoscritto. Accanto al già citato Swedish Death che è un pò la matrice di tutta la demo e un pò di Kreator, troviamo reminiscenze chiaramente ottantiane lampanti soprattutto nei Riffs armonizzati che tanto mi ricordano i miei cari Iron Maiden soprattutto nel bridge caratterizzato da arpeggi incrociati e basso pulsante. New Life: Ecco forse la taccia che più rispecchia la sterzata verso il swedish. Un pezzo questo che potrebbe essere scambiato per un pezzo dei mitici Children of Bodom (ecco magari non per il testo). Pezzo quindi assolutamente trascinante e senza troppi fronzoli: Pezzo giusto, durata perfetta. Lights & Shadows: anche qui riecheggiano i COB e anche gli In Flames. Va dato atto al frontman di essere uno dei pochi cantanti growl di cui si capisca qualche parola, bene così! In conclusione trattasi di una demo molto ben registrata a livello di esecuzione certo poi l’autoproduzione presenta sempre i suoi limiti di budget e quindi il suono ne risente parecchio, non dando i giusti riconoscimenti sonori a canzoni e musicisti che meriterebbero molto di più. Siamo infatti di fronte a muscisti di ottimo livello: sezione ritmica granitica e pulsante, chitarre trascinanti oltrechè tecniche, e voce sempre ben presente ed intonata senza sbavature. Se proprio vogliamo trovare qualcosa che personalmente correggerei ritengo che il moniker sia un pò troppo poco chiaro, io stesso infatti ho capito che il nome era “lapsus” solo leggendo il sito internet riportato dietro la custodia. Vabbè ma questa forse è una questione di scelte. Musicalmente siete ok, peccato solo per la produzione penalizzante". Santa From Holy Metal (view review) "I Lapsus sono un band formatasi e cresciuta a Torino e dopo un anno dal loro ultimo demo “Destino Circolare” fanno uscire un nuovo mini disco "New Prologue", contenente tre brani del loro death metal melodico altamente tecnico. Quindici minuti totali di disco sono però troppo pochi per valutare appieno la proposta musicale di una band che comunque ha in se tutte le potenzialità per fare bene. Con un logo che potrebbe essere letto anche a rovescio, ma che in realtà, si fa fatica a leggerlo anche solo nel verso normale, i Lapsus aprono il demo con “inSomniA”, in cui un lieve carillon lascia quasi subito spazio al graffiare di chitarre finemente suonate, alla potente sezione ritmica, e a giochi alternati tra la cassa destra e sinistra dello stereo. La proposta dei Lapsus si snoda su percorsi che, pur non essendo particolarmente originali, poggiano su basi oneste e convinte; la seconda canzone, “newLife” è caratterizzata da assoli classici, stacchi acustici e stoppati molto melodici. L’ultima canzone, infine, “Lights and Shadows”, è molto più diretta delle altre e servono molti meno ascolti per riuscire a seguirla ed apprezzarla. Nel complesso i Lapsus propongono uno stile interessante anche se, ripeto, è difficile valutare una band solo da tre canzoni di qualità “demo”. Speriamo che a breve rilascino un disco di più ampio respiro, sarà così più facile riconoscere i meriti che gli spettano". Tommaso Bonetti From Metal Demons (view review) "Passati in pochi anni da un giurassico heavy metal cantato in italiano ad un più moderno melodic death-thrash i torinesi Lapsus rilasciano il loro terzo demo intitolato "New Prologue", un lavoro tutto sommato breve (intro più tre pezzi per un totale di poco superiore al quarto d'ora) ma intensissimo e caparbio dalla prima all'ultima nota. Attraverso un serie di riferimenti stilistici che comprendono in larga parte i principali esponenti del movimento swedish death, i cinque piemontesi riescono a distinguersi grazie ad un riffing solidissimo e insistentemente melodico, sostenuto da un coefficiente tecnico di tutto rispetto e giocato su un groove d'assalto mai fine a se stesso. Nell'introduttiva "Insomnia" è la sezione ritmica a fare la parte del leone con i suoi risvolti ora frenetici ora composti mentre la seguente "New Life" brilla grazie agli ottimi risultati ottenuti dalla commistione tra chitarre stoppate e generose iniezioni di melodia. La conclusiva "Lights & Shadows" prosegue su binari più ragionati e moderati, a testimonianza della comprovata capacità della band nel picchiare duro senza correre il rischio di perdere di vista dinamicità, immediatezza e intensità. Buoni l'impatto e l'ispirazione, un pò meno l'originalità di fondo ma non per questo trascurabili a priori. Consigliati". Andrea & Manu From Metal Fortress (view review) "E' passato quasi un anno dall'ascolto di Destino Circolare, secondo Demo dei torinesi Lapsus a cui impietosamente consigliavo di schiarirsi le idee. Pare che le mie non siano state parole al vento, tant'è che all'alba del 2006 vede la luce questo interessante "New Prologue". Una dicitura quantomai profetica trattandosi dell'ennesima evoluzione del combo piemontese, ma forse questa è la volta buona. Le coordinate stilistiche della band si sono spostate decisamente verso un Death Metal Melodico, in cui impera il Gotenburg Sound degli In Flames meno moderni. Il Demo si apre con Insomnia, in cui un lieve carillon lascia quasi subito spazio al graffiare di chitarre finalmente ben suonate e alla potente sezione ritmica, per poi spalancarsi in un chorus melodicissimo di "Giullariana" memoria. Non manca nessuno dei crismi della scuola svedese: assoli classici, stacchi acustici, stoppati molto melodici e così via. Le altre tracce si snodano dosando con sapienza questi elementi, rendendo piuttosto fluido e piacevole l'ascolto. Le uniche note negative sono una certa incompletezza nel songwriting (vedi il finale di Insomnia) e la voce di Fiore, la quale non brilla per qualità né dello screaming nè del growl, sebbene notevoli siano le migliorie rispetto al precedente lavoro. Insomma, pare che i Lapsus si siano fatti un bell'esame di coscienza e ne abbiano tratto grande giovamento, presentandosi con un demo pulito, dalla linee ben nitide, capace di incanalare il loro talento in un progetto - pur non innovativo - con una netta personalità. Bravi, nella vita è bello ogni tanto potersi ricredere". Marco "Guardian!" Lena From Metallized (view review) "Arriva da Torino questo buon demo di tre pezzi che però, assommando poco più di quindici minuti di musica, è come al solito da considerare solo indicativo e non esaustivo per ciò che attiene alla formulazione del giudizio, data la durata troppo limitata per sbilanciarsi più di tanto. Introdotto da una veste grafica apparentemente dimessa, ma che nasconde nel logo della band un affascinante ambigramma, la proposta dei Lapsus si snoda su percorsi che, pur non essendo particolarmente originali, poggiano su basi oneste e convinte, con i tre brani che, introdotti da un inquietante carillon, scorrono via abbastanza fluidi ondeggiando tra atmosfere Nord Europee ed echi più antichi, fino a giungere alla lezione Maideniana , (forse inconsapevolmente assorbita), in alcuni stacchi di "Lights & Shadows"; il tutto ben legato dall'aggressiva prova del vocalist. Discreta la registrazione, considerando che ci muoviamo nell'ambito dell'autoproduzione. Personalmente, supponendo un futuro esordio con un casa discografica alle spalle, suggerisco di lavorare sulla ricerca di linee melodiche più personali, insistendo sulla ricchezza e sulla varietà degli intermezzi. Buono; attendo sviluppi". Francesco Gallina "Raven" From Metal Wave (view review) "Ciao a tutti, quest’oggi ci spostiamo in quel di Torino per vedere cosa hanno combinato i Lapsus con quest’ultimo “New Prologue”. Da quanto leggo sulla biografia, si sono evoluti molto dall’esordio questi ragazzi, partendo da pezzi thrash ed heavy hanno lavorato e si sono affinati in tecniche, fino a cambiare anche la loro musica, adesso approdata alle rive del nord del death melodico. Infatti echi di In Flames e Dark Tranquillity si sentono e guarda caso ci sono due membri della tribute band agli In Flames, inoltre ci sono alcune spruzzate di prog qua e là che non guastano proprio. Il disco è composto da 4 pezzi, il primo dei quali è un motivo suonato da uno struggente carrion che fa da introduzione al demo. Le altre tre traccie sono canzoni che si muovono sulle linee descritte come death metal melodico di stampo svedese ma con un evidente tocco personale, che loro definiscono death italiano. “Insomnia” apre le danze, segue “New Life” e infine “Lights and Shadows”, tutte canzoni molto dirette non servono ascolti assidui per riuscire a seguirle,questo non per denigrarle ma per far notare quanto semplicemente si può creare musica senza cadere nel già sentito oppure esagerare e comporre pezzi troppo complessi, belle melodie e ritmi cadenzati con qualche stacco lento d'effeto la fanno da padrone in tutta la loro durata. I ragazzi ci sanno fare, buoni riff di chitarra e sezione ritmica proprio precisa e talvolta creativa fa da tappeto per assoli di chitarra e per la voce di Paolo grintosa al punto giusto. Una nota di merito al logo della band davvero suggestivo l’ambigramma del nome della band. Che altro dire , a mio avviso questo gruppo è già pronto per fare il prossimo passo, il primo full lenght ,se le idee ci sono come in questo demo, allora avanti forza e coraggio". Erebo From Metal Zone (view review) "Una intro di 24 secondi dai toni vagamente orientaleggianti (in realtà dovrebbe essere il suono di un carillon…) introduce ai tre pezzi di questo demo dei torinesi Lapsus. Come spesso accade per i demo di breve durata (quindici minuti appena), è arduo dare un giudizio senza sbilanciarsi visto che molto spesso le promesse non vengono poi mantenute dalle giovani band che alle prese col primo full lenght cozzano inevitabilmente contro muri di difficoltà. Nel caso di specie, tuttavia, mi sento di dire che i ragazzi sono riusciti a barcamenarsi ottimamente tra le lezioni dei grandi maestri Nord Europei e dei toppo spesso imitati Iron Maiden, senza cadere nell’errore di ripetere pedissequamente quanto appreso nel corso degli anni. “Insomnia” è la summa di quanto appena detto: swedish death ben miscelato a riffs decisamente maideniani; una partenza fulminante e continui cambi di tempo rallentati poi drasticamente per quello che è, a mio avviso, il pezzo migliore del lotto. “New Life” ricorda molto i Children of Bodom per il ritmo incalzante e a tratti alienante così come la trascinante “Light & Shadows” in cui le chitarre svolgono un lavoro egregio nell’intrecciare melodie diverse ma ben amalgamate e la prova del vocalist è addirittura superba. La produzione è discreta ma a tratti penalizzante. Speriamo che tornino presto a regalarci un full lenght all’altezza di questo demo: saremo ben felici di riascoltarli." Meden From Possessed (view review) "Die Band Lapsus aus der Stadt des Skandalvereins Juventus,also Turin, wurde 2001 gegründet. Seit 2003 existiert aber erst so eine richtige Gemeinschaft und die Italiener legten richtig los. Das Demo "Ouverture ( in italienischer Sprache) wurde veröffentlicht und beinhaltete klassischen Achtziger Heavy Metal., Ein Jahr später, das zweite Demo namens "Destino circolare" und hier präsentierte man sich etwas thrashiger, sogar growls wurden verwendet. Im Frühjahr kam dann dieses dritte Demo heraus und Lapsus setzen ihren Weg fort. Italien ist ja eher für ihre Power Metal Bands bekannt und Lapsus kreuzen das irgendwie. Man könnte sie als eine melodische Death/Thrash/Heavy Metal bezeichnen.Es wird sehr viel Wert auf die kraftvollen Riffs gelegt und stimmlich verwendet man wieder Screams und Growls. "InSomnia", "New Life" und "Lights and Shadows heißen die drei Stücke, die uns präsentiert werden und besonders das letzte ist sehr interessant. Hie rgeht es zwischendurch mal zügiger voran und die Riffs sind einprägsam. Allerdings verwenden sie immer wieder Solis und das mag ich im Death Metal überhaupt nicht. Teilweise erinnern sie mich an ihre Landsleute Sadist, aber nur an einigen Stellen". Meden From Shapeless (view review) "Ho sempre pensato al Piemonte e in particolare a Torino come ad una zona particolarmente prolifica e attiva dal punto di vista della musica metal in genere. Probabilmente un'idea che mi porto dietro dagli anni '80; basti pensare ai Gow, forse il loro album è stato il primo vinile di metallo italiano che ho acquistato insieme al primo Vanadium, all'EP dei Rollerball e al mini dei Vanexa. Non ho le idee ben chiare di come sia adesso la situazione in quella regione, certo è che i Lapsus, torinesi D.O.C., si presentano con un demo veramente agguerrito e interessante. La band esiste da diverso tempo (2001) e ha all'attivo già altri due demo, entrambi cantati in italiano; poi nel 2005 il quintetto raggiunge una formazione stabile con Saoshyant alla voce, Stefcyo e Mazi alle chitarre, Gargia al basso e Moon alla batteria e avviene la svolta nella loro musica. Il genere si sposta dal thrash iniziale a qualcosa di più vicino al death melodico di scuola nord europea ed il cantato, dove scream e growl si alternano, passa definitivamente all'inglese. Quindi azzeccatissimo il titolo del demo, "New Prologue", ad indicare l'inizio di una nuova avventura per la band. Un vecchio carillion scricchiolante introduce "Insomnia", la track di apertura del demo. Bello il lavoro delle chitarre e la partenza al fulmicotone, anche se apprezzo maggiormente la canzone quando la batteria si porta su tempi dimezzati, rimanendo comunque per la maggior parte delle battute sempre veloce. Dopo una serie di cambi di tempo ben eseguiti il tempo rallenta drasticamente e una chitarra pulita introduce quello che diventerà quasi un minuetto, in un crescendo che coinvolge tutta la band. Parte finale della composizione con rientro nel giro iniziale e gli assoli di rito, retti però da passaggi ritmici molto coinvolgenti che mi hanno portato alla mente gli Slowmotion Apocalypse, band con la quale dovremo abituarci a fare i conti ogni volta che si parla di death metal melodico. Segue "Newlife", dal ritmo più cadenzato ma che conserva tutte le caratteristiche della track precedente, forse con un risultato un po' inferiore, ma comunque di tutto rispetto. Chiude il demo "Lights & Shadows", probabilmente la composizione che preferisco per il riuscitissimo avvicendarsi di episodi ritmici e musicali molto diversi tra loro ma perfettamente incastrati. Bello il lavoro della sezione ritmica e grande il lavoro delle chitarre per le melodie che riescono ad intrecciare. Anche dal punto di vista del cantato, trovo questa canzone meglio impostata per le caratteristiche vocali di Saoshyant nella quale rende al massimo, mentre l'ho trovato un po' monocorde nelle prime due tracce. Dal punto di vista della produzione, la registrazione è di buona qualità, ben presenti tutti gli strumenti e discreta la scelta dei suoni. Un mio apprezzamento personale va al suono del basso, bello potente e sempre ben distinguibile, una volta tanto non impastato con il resto della ritmica. Purtroppo tre canzoni sono poche per arrivare a un verdetto definitivo; io sono convinto che si meritino una condanna a proporci al più presto altro materiale da ascoltare, assolutamente di questa qualità!!!". J.L. Seagull From Tempi Duri (view review) "Decisamente un bel death metal che si ispira agli Inflames di Subterranean! Badate bene ragazzi, questo è un vero complimento se solo pensiamo che come sound e freschezza nei suoni della vostra proposta musicale venite paragonati alla band che, insieme ai Dark Tranquillity di The Gallery, ha rappresentato l’apoteosi in quegli anni dell’espressione del death metal nordeuropeo. È davvero un po’ che non avevo il piacere di ascoltare una musica così cattiva ed allo stesso tempo fluida da trascinare l’ascoltatore dall’inizio alla fine delle canzoni senza neanche rendersene conto. Non da meno I nostri Lapsus risultano essere abili nel bilanciare suoni, interludi ed accellerazioni/cadute di ritmo per rendere il tutto ancor più gradevole! Avanti così ragazzi!!! Non resta altro da fare che aggiungere almeno altri cinque pezzi ai quali starete certamente già lavorando per completare il vostro primo vero album… Questo che sto ascoltando adesso ha davvero le sembianze di un EP, piuttosto che di un demo la qualità dei suoni è davvero eccellente e l’armoniosità del songwriting completa il tutto rendendo il lavoro davvero degno di lode!". Stefano Bonelli |
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From Possessed (view interview) Interview of Moon with Possessed about coming out of New Prologue. P: Please, tell us something about your band (history, members, recordings/releases, livegigs, label? etc.). M: Well, Lapsus born in 2001, and originally they play a classic heavy metal characterized by italian lyrics. In this way they record two demo-cd, "Ouverture" and "Destino Circolare". Then Lapsus know some line up changes, and they decide to adopt english lyrics and decide to change their style music, influenced by the melodic death metal of swedish school. The actual line up is: Sao (vocals), Stefcyo&Mazi (guitar), Gargia(bass) and Moon(drums). In 2006 Lapsus put togheter the 3rd demo cd, that represents the actual identity of the band. In the meantime Lapsus take some live gigs in Turin anda in the north of Italy. Actually Lapsus are involved in future works. To be continued... P: How would you describe your position in the wide-world metal scene? What do you think about the underground movement? M: I think that the actual metal scene is rather interesting, there are some band that effectly have something to say, even if I think that's impossible finds new bands that could influence several years as the metal holy monsters, and this because the actual speed of music business don't help these bands to do it. Actually I think that's impossible to talk about a very underground movemente, I prefer to talk about some bands or artists that attract my interest. But there's not many collaboration between underground bands. P: Which 3 CDs would you take with you to a lonely island? M: Oh my God, I hope to be not shipwrecked in a lonely island... witout all my CDs, ah ah! P: If you had enough money to shoot a video, how would the clip look like? M: It must look like very obsure, introspective and... metal. P: If you've the chance to change one day of your life. Which will it be and why? M: I dont' want to change none day of my life. P: Which song shall be played on your burial? M: The song of my life. P: If you had the chance to kill someone and to bring back one person in the same way, which would it be and why? M: I leave that life of every person have her run. P: What means metal to you? M: Spirit, passion, life. P: What is your opinion on political lyrics? M: Everyone talks about his favuorite themes. Lapsus prefer don't talk about politic in their lyrics. P: What can we expect from your band in the future? M: All and nothing. From Metal Wave (view interview) Interview of Saoshyant with Metal Wave about Lapsus. MW: Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground? S: Il progetto Lapsus nasce nella sua odierna forma nel 2005 sebbene alcuni anni prima il nome esistesse già in una forma diversa. I Lapsus oggi (2008) sono una miscela di Thrash Americano e di Melodic Death di scuola Svedese. Dal 2005 ad oggi abbiamo fatto uscire un demo, 'New Prologue', ed un singolo, 'Ancestry', che ci hanno permesso di operare una buona promozione sul web. Contemporaneamente abbiamo investito energie sull'esportazione della nostra musica live nei diversi club del nord Italia, cercando di proporre uno spettacolo che potesse risultare gradevole e rock! per il nostro pubblico di riferimento. Al momento la gran parte del nostro lavoro è rivolto alla produzione del nostro primo EP 'Moments of Aberration': è una creazione a cui tutta la band tiene molto. Ulteriori infos riguardo la band sono comunqe disponibili sul nostro sito ufficiale www.lapsushome.it MW: Da quali generi e bands è influenzato il gruppo? S: American Bay Area Thrash ed European Swedish Melodic Death Metal: credo che chi ci conosce già non possa essere troppo in disaccordo con questa affermazione. Gruppi di riferimento sono veramente moltissimi... ognuno di noi ascolta moltissimi gruppi anche molto diversi fra loro. Credo che fra le bands più note gruppi come i Pantera, At The Gates, Metallica, Iron Maiden, Soilwork, In Flames, Mnemic,... possano essere in qualche modo rappresentativi di un modo di stare nella musica. MW: So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro? S: Ma... al momento il nostro ultimo lavoro è un singolo, 'Ancestry'. Il singolo è disponibile sul nostro sito (www.lapsushome.it) ed è un lavoro che preferisco commenti la gente: personalmente preferirei parlare dell'album di prossima uscita 'Moments of Aberration' che considero un lavoro della massima entità. Il lavoro sarà composto da circa una 10ina di brani estratti da 15-16 tracce che stiamo registrando presso il FusixStudio (To-Ita): 'Moments of Aberration' è per me la simbolizzazione di umanità umana troppo umana che oggi, come ieri (come domani), partorisce ogni giorno diversi momenti di aberrazione attraverso il dispiegarsi di margini di potere così necessari ed amati dalla società umana, o almeno da una sua parte. Non è un album intriso di argomenti politici piuttosto che sociali ma la descrizione di una dinamica presente, passata e futuro che per sopravvivere a sé stessa richiede il sacrificio dei propri coplementari. 'Moments of Aberration' è una riflessione dialogica che mi ha consentito di rendere più chiare alcune riflessioni sulla psicopatologia e sulla sua eziogenesi, probabile argomento candidato della mia tesi di Laurea in Psicologia. Giusto la settimana scorsa sono andato da Vinnie di Nerve Design per discutere delle grafiche dell'album... credo sarà affascinante vedere come tradurrà a livello grafico questa ed altre idee di cui abbiamo discusso insieme. La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal? Credo di poter parlare a nome di tutta la band quando dico che non mi interessa minimamente la cosa. Parlare in questo senso significa comunicare e la comunicazione è tale se basata su argomenti, credenze e desideri condivisi: non esistono bands che abbiano qualcosa in più da dire ma solamente bands che hanno saputo dire qualcosa a qualcuno. Per citare Caparezza, 'e se non sei d'accordo mi dispiace per te'. MW: Cosa pensate del panorama underground nazionale? S: Credo che in Italia ci sia una buona scena: noi ci teniamo in contatto con moltissime bands valide sul territorio nazionale che vedo nel tempo ampliare il proprio numero di adepti. Credo che una tale ricchezza non possa che essere stimolanete e positiva. Se dovessi trovare dei difetti forzatamente credo che forse l'unica cosa sia l'utilizzo della lingua inglese, spesso sottovalutata dagli artisti underground italiani. MW: La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora? S: Nulla da cancellare per ora nel passato dei Lapsus: sebbene nella storia di ogni band ci siano momenti più difficili di altri, anche quelli servono per la crescita del gruppo stesso. L'escremento può essere definito come merda o concime: sempre escremento trattasi ma la definizione cambia decisamente il suo valore. Un momento che non credo cancellerò mai dalla mia mente è stata la nostra partecipazione al Gods Of Metal 2008. Una giornata decisamente intensa sotto ogni punto di vista. MW: Come giudicate il veicolo "Internet" per la promozione della scena musicale? S: Credo sia scontato elencare i molteplici vantaggi che la rete riesce ad offrire: mi limiterò a dire che i Lapsus cercano di essere presenti il più possibile su web, che per gente come noi è l'unico e reale strumento libero per fare e proporre la nostra arte. MW: Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate? S: Io compro pochi dischi e solitamente quelli più vecchi: sto ultimando la discografia dei Pantera e sono alla ricerca di vecchi EP difficilmente reperibili. Ascolto molta musica che reperisco attraverso canali web. MW: Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande? S: I Lapsus fanno ogni giorno ciò che vogliono fare: investiamo molto tempo nella musica perché così ci piace e per ora siamo soddisfatti del nostro lavoro. 'Ancestry' è stata per me la dimostrazione che forse abbiamo qualcosa da dire a tanta gente che apprezza il nostro lavoro, la nostra passione. Vorremmo continuare su questa strada finché riusciremo a dire qualcosa a noi stessi ed agli altri. MW: Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi! S: Ringraziamo Jerico e Metal Wave per questo spazio vitale. Vorremmo inoltre ringraziare alcune persone che consideriamo parte integrante della crew come Andrea del FusixStudio, Vinnie di Nerve Design ed Odde. A presto. |
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